Quante volte ci siamo chiesti se verbi come scendere, salire, terminare, fallire e così via… hanno bisogno del verbo essere o avere? C’è da dire che nulla è voluto dal caso. Ci sono regole ben precise e fidati… impararle ti risulterà veramente utile!
Ricapitoliamo in quale situazione, trovandoci in presenza di verbi con doppio ausiliare, sarà opportuno utilizzare il verbo essere o avere:
– Quando il verbo è utilizzato in senso transitivo utilizzeremo l’ausiliare “avere” -> Esempio: “Rita ha cambiato gli infissi nella sua nuova casa”. Notiamo che il verbo (ha cambiato) è seguito dal complemento oggetto (gli infissi) e che risponde alla domanda “che cosa?”. Il verbo cambiare è impiegato – quindi – in modo transitivo. Di conseguenza il suo ausiliare è “avere”.
– Quando il verbo è utilizzato in modo intransitivo utilizzeremo l’ausiliare “essere” -> Esempio: “Rita è cambiata molto di carattere nell’ultimo periodo”. In questo caso il verbo non è seguito da nessun complemento oggetto ma, al contrario, l’azione del verbo (cambiare) ricade sul soggetto stesso (Rita).
Non dimentichiamoci dei verbi servili, i quali:
- se sono da soli utilizzano “avere” (Esempio: ho dovuto mettergli un brutto voto).
- se sono seguiti da un altro verbo prendono l’ausiliare del verbo che segue (Esempio: Non sono potuta andare in piscina).
Per maggiori chiarimenti prova a consultare il nostro articolo “Doppio ausiliare: essere o avere… questo è il problema!”. Se invece pensi di aver tutto chiaro mettiti alla prova con il nostro quiz doppio ausiliare!
Scegli se utilizzare il verbo “essere” o “avere” per ogni verbo che ti verrà fornito. Pronti, partenza… VIA!

