Quante volte sei stato preso in giro per la tua cadenza? O hai assistito a diatribe tra nord e sud Italia riguardo la pronuncia di una parola? Chi ha ragione veramente? …Dipende!
Ci sono regole di dizione ben precise, ma seguendo il nostro piccolo manuale non avrai più problemi!
In questo articolo ci soffermeremo sulle vocali medie (e, o) chiuse e aperte.
A scuola ci hanno insegnato che le vocali sono cinque, giusto? ERRORE! Foneticamente parlando le vocali sono sette: a, è, é, i, ò, ó, u.
VOCALI APERTE E CHIUSE
In italiano le vocali medie e, o possono essere:
- Aperte -> presentano l’accento grave: è, ò (esempio: marèa, fuòri).
- Chiuse -> presentano l’accento acuto: é, ó (esempio: ménta, giórno).
Ora andiamo a vedere più nello specifico le regole di dizione base!
REGOLE DI DIZIONE - VOCALI APERTE
Le regole di dizione confermano che le vocali sono aperte in particolari situazioni.
Vediamo le principali.
1) Sono aperte tutte le parole terminanti in:
- ella/ello/elle (esempio: gemèlla)
- enne (esempio: perènne)
- enza (esempio: magnificènza)
- estre (esempio: trimèstre)
- otto (esempio: pargolòtto)
- esi (esempio: teorèsi)
- eco/eca (esempio: enotèca)
2) In sillaba aperta (con dittongo), il secondo elemento del dittongo è aperto. Esempio: mièle, piède.
3) Sono aperte tutte le parole terminanti in: -olo. Esempio: figliòlo.
4) Negli ossitoni (parole tronche, accentate sull’ultima sillaba) la "o" è sempre aperta. Esempio: portò, caffè.
Nei proparossitoni (accentati sulla terzultima sillaba), la vocale si presenta sempre aperta se siamo in presenza di elementi dotti o derivanti dal greco. Esempio: cardiòlogo.
5) La vocale E si presenta sempre aperta con:
- 2º e 3º coniugazione del gerundio (esempio: punèndo)
- Participio presente (possidènte)
- Voci del condizionale (dormirèi)
- Voci del passato remoto (lèssi)
6) La E è sempre aperta in parole terminanti in -erio/eria/erie (solo se l’accento cade sulla terzultima vocale). Esempio: misèria.
7) La E è aperta in parole terminanti in -edine. (esempio: raucèdine).
8) La E è aperta (solo quando l’accento ricade sulla penultima vocale) se la parola finisce in:
- emo/ema (esempio: schèma)
- eno/ena/eni/ene (esempio: fonèma)
ATTENZIONE! Le voci verbali del futuro indicativo terminati in -emo sono chiuse! (esempio: porterémo).
9) La E si presenta aperta quando è seguita da -nd, -nt, -ns, -nz (esempio: leggènda, gènte, assènso, silènzio).
10) La E è aperta quando è seguita da vocale oppure da una consonante seguita da due vocali (esempio: assemblèa).
11) La E è aperta negli aggettivi numerali in -esimo (esempio: ventèsimo).
REGOLE DI DIZIONE VOCALI CHIUSE
Cosa dicono le regole della dizione di base in questo caso? Vediamo.
1) Sono chiuse le parole terminanti in:
- ezza (dolcézza)
- essa/esso (professoréssa). ECCEZIONI: adèsso, recèsso, possèsso, succèsso, concèsso.
- mente/mento (feliceménte)
- etto (fogliétto). MA le voci in -etto del passato remoto sono aperte (esempio: perdètti).
- esca/esco (scolarésca). ATTENZIONE: il termine “pesca” può essere scritto in due modi: “pésca” (atto di pescare) oppure “pèsca” (frutto).
2) Sono chiuse le parole che presentano:
- Desinenze del congiuntivo imperfetto (-essi, -esse, -essimo, -este, -essero). Esempio: perdésse
- Desinenze del passato remoto (-ei, -esti, -emmo, -este). Esempio: andrésti.
- Desinenze dell’imperfetto indicativo (esempio: chiedévo). Non confonderti con le parole che terminano in -evo che, invece, sono aperte (esempio: medioèvo, dèvo, ecc).
3) La vocale O è chiusa con parole terminanti in:
- oio (esempio: frantóio)
- one/ona (esempio: palazzóne)
- ore (esempio: amóre)
- oso (esempio: polveróso)
- zione/sione (esempio: lezióne, adesióne)
- ogno/ogna/ogni/ognolo (esempio: bisógno).
- onda/onto/onta/onte (esempio: confrónto)
4) La vocale media finale di tutte le parole italiane è sempre chiusa (finiré).
Nel dittongo UO, la vocale è chiusa con aggettivi terminanti in -uoso/uosa (esempio: lussuóso).
5) La E è chiusa nei diminutivi terminanti in -ine (esempio: schédine)
6) La E è chiusa in parole terminanti in -esia solo se l’accento della parola è posto sulla penultima vocale (esempio: frenésia -> l’accento tonico cade sulla "i", di conseguenza la “e” sarà chiusa)
7) La vocale è chiusa con avverbi terminanti in -enti/ento (esempio: inutilménte). RICORDA che nel participio passato la vocale è aperta (esempio: presènte).
8) La E è chiusa quando la parola termina in -ete/eto (esempio saréte).
9) La E è chiusa in parole terminanti in -eggio/eggi (esempio: noléggi). Occhio alle eccezioni! In parole come “pèggio” la “e” è aperta!
10) La E è chiusa nei suffissi in -evole (esempio: piacévole).
11) La E è chiusa nei monosillabi (es: mé, té, tra, ecc).
Bene! Ora è tempo di scoprire cosa hai capito con il nostro quiz!

