Il participio è un modo verbale ed è così chiamato proprio perché partecipa alle categorie di aggettivo e sostantivo.
Il participio può essere presente o passato.
Il participio presente è un modo abbastanza regolare, si forma sostituendo le desinenze dell’infinito con quelle del participio presente (-ante, -ente, -ente). Nella maggior parte dei casi, per esempio, da dirigere avremo dirigente, da cantare avremo cantante… e così via.
Il participio passato, invece, è un po’ più complesso, in quanto presenta notevoli irregolarità. Vi starete chiedendo come mai. Beh, dobbiamo risalire all’origine del participio passato italiano, il quale è derivato direttamente da quello latino. Quest’ultimo era un tempo molto irregolare perché non derivava dal tema del presente, ma da quello del supino.
In italiano, le forme regolari del participio passato si formano sostituendo le desinenze del modo infinito con quelle del participio passato (–ato, –uto, –ito). Per esempio dal verbo “mangiare” avremo il participio passato di prima coniugazione “mangiato”. Oppure da “bere” > “bevuto”, o da “finire” > “finito”.
La prima coniugazione del participio passato è regolare, ad eccezione del verbo “fare” (che diventa “fatto”).
La seconda coniugazione presenta:
- Verbi regolari: quando la penultima sillaba è accentata, come volére che diventa voluto. Anche qui abbiamo, però, delle eccezioni, come il participio passato in -so e in -sto (esempio: parere > parso; rispondere > risposto).
- Verbi irregolari: quando siamo in presenza di verbi accentati sulla terzultima sillaba. Le forme principali sono in -so, -sso, -to, -tto, -sto (esempio: rompere >rotto; concedere >concesso).
La terza coniugazione presenta verbi solitamente regolari; ci sono, però, anche qui delle eccezioni. Possiamo avere verbi terminanti in:
- Consonante + rire: formano il participio passato in –erto (esempio: aprire > aperto)
- Vocale + rire: formano il participio passato in –rso (esempio: apparire > apparso)
- Verbi totalmente irregolari (esempio: venire >venuto).
Esistono anche dei casi in cui il participio passato ha due forme con due significati diversi, come accade per il verbo “succedere”, il quale può diventare sia “succeduto” (con significato di subentrato) che “successo” (con significato di avvenuto). Oppure pensiamo al verbo riflettere, che diventa “riflettuto” (con significato di meditato) e “riflesso” (con significato di rispecchiato).
In alcuni casi, il participio passato di alcuni verbi neanche esiste (si pensi ai verbi splendere, prudere, eccetera).
Inoltre, come abbiamo accennato all’inizio, il participio passato può trovarsi sotto forma di:
- Aggettivo: esempio “una forma scritta”
- Sostantivo: esempio “la corsa”
Insomma… il participio passato è un vero rompicapo! Ma noi non ci faremo intimidire! Mettiti alla prova con un test passatempo! Rispondi alle domande e sorprenditi con il quiz sul participio passato!

