Usare la punteggiatura: le regole per non fare errori

Non hai la più pallida idea di come usare la punteggiatura? La prof di italiano non vuole proprio metterti la sufficienza? Ci pensiamo noi!


Quante volte hai preso un brutto voto ad un tema a causa della punteggiatura? Quante volte sei rimasto ore a pensare: “ma devo mettere il punto e virgola o la virgola?”.
Per non parlare dell’introduzione dei discorsi diretti… un disastro!!! Niente paura, con la nostra guida riuscirai a scoprire tutti i segreti su come usare la punteggiatura e potrai stupire tutti i tuoi docenti! Cominciamo!

Che cos'è la punteggiatura?

La punteggiatura è l’insieme di tutti quei segni grafici, utilizzati nella scrittura, necessari per far capire meglio al lettore il messaggio che vogliamo trasmettere.
Proprio per questo la punteggiatura nasce per la lettura endofasica, ovvero per la lettura mentale. Ma vi siete mai chiesti qual è la storia dei segni di interpunzione?


È importante sapere che, prima del III secolo a.C., i latini utilizzavano la cosiddetta scriptio continua per la lettura ad alta voce. A partire poi dal IV secolo, si inizia a diffondere, in ambienti ecclesiastici, l’uso del punto in alto (per indicare una pausa lunga), del punto in mezzo (per indicare una pausa media) e del punto in basso (per indicare una pausa breve).

Nel 1400, però, con il passaggio dal manoscritto alla stampa, diventa impellente la necessità di un sistema paragrafematico standardizzato. Dal ‘500 una serie di studiosi cominciano ad introdurre, poco alla volta, i segni di interpunzione moderni, fino ad arrivare, tra il 1900-2000, ai nostri 14 segni interpuntivi, all’introduzione di virgolette, parentesi e segni utili alla spaziatura. 

Ora che abbiamo compreso l’importanza e la storia del nostro sistema paragrafematico, proviamo ad analizzarne le funzioni. A capire come si può usare la punteggiatura.

  1. Funzione prosodico-intonazionale: questa è una funzione molto importante in ambito scolastico. Infatti la punteggiatura nasce proprio per facilitare la lettura e per rendere più chiaro il rapporto sintattico tra le frasi.
  2. Funzione logico-sintattica e testuale: i segni di interpunzione aiutano a rivelare con precisione la struttura del testo e i collegamenti fra frasi, periodi, capoversi, ecc. 

Inoltre non dobbiamo dimenticarci che esistono varie tipologie testuali. Questo è importante perché, a seconda del testo, avremo tipi di punteggiatura differente.

Nel testo espositivo, per esempio, ci imbatteremo nella punteggiatura standard. Se, invece, pensiamo ad un testo narrativo potremmo trovarci davanti a diverse scelte stilistiche. E poi basta pensare ai giorni nostri. Con l’introduzione di WhatsApp, l’uso della punteggiatura è molto più libero e meno frequente.


Il punto

Il punto indica la fine di una porzione di testo, ma può anche essere utilizzato per abbreviare dei vocaboli (come ad esempio: professoressa -> prof.).

La virgola

Per la virgole è necessario seguire delle regole fondamentali!!! 

Possiamo utilizzarla:

  • con valore imperativo (esempio: Luca, vatti a sedere!);
  • può precedere o meno il “perché” a seconda dell’importanza della frase principale;
  • prima e dopo un inciso (esempio: quella giacca, che è molto costosa, l’ho comprata l’anno scorso);
  • prima e dopo un’apposizione (Gianna, da ragazza…);
  • prima del relativo (Gianna, che sa cucinare molto bene…);
  • con vocativo;
  • con proposizione temporale, concessiva e condizionale;
  • in elenchi semplici.

Non bisogna - invece - MAI inserirla tra:

  • soggetto e verbo;
  • verbo e oggetto;
  • oggetto e verbo;
  • sostantivo e aggettivo;
  • frase principale predicativa e subordinata (esempio: abbiamo deciso che vedremo …);
  • prima della congiunzione (tranne se non serve per distinguere due proposizioni coordinate con soggetti diversi. Esempio: Angela ha comprato una giacca, e Rosa una gonna);
  • prima di ma (tranne se siamo in presenza di una frase breve e ne vogliamo evidenziare la prima parte. Esempio: pasto buono, ma troppo pesante!);
  • prima del relativo se ha valore limitativo (la ragazza con cui ho parlato);
  • davanti a complementi semplici introdotti da preposizione (ho passato la giornata in casa a studiare).

Due punti

I due punti sono necessari:

  • prima degli elenchi (funzione presentativa... esempio: oggi ho comprato: pasta, sale, pane, carne, cioccolato, verdura.), ma si possono anche omettere se l’elenco è molto breve;
  • per l’introduzione di discorsi diretti;
  • per funzione descrittiva, esplicativa, causale, appositiva, consecutiva (esempio: diluviava: siamo rimasti a casa).
  • per giustapposizione di due elementi tipo nei titoli di giornale.

Punto e virgola

Il punto e virgola ha due funzioni:

  • demarcativo testuale: lega due frasi complesse coordinate fra loro, delle quali la seconda completa il senso della prima (esempio: vado a casa di Sara, la mia amica storica; verrà anche Tommaso);
  • seriale: in elenchi complessi si usa al posto della virgola.

Punto esclamativo ed interrogativo

Il punto esclamativo viene usato per fare un’esclamazione o per dare un ordine.

Il punto interrogativo viene utilizzato per fare una domanda diretta oppure una domanda retorica.

Tre punti di sospensione

I tre punti di sospensione (che devono rimanere 3, non possono essere cumulabili in 1) servono per:

  • sospensioni, pause lunghe;
  • allusioni;
  • omissione di una parte di testo in una citazione […].

Le virgolette

Le virgolette possono essere:

  • uncinate basse «… » : servono per citazioni e dialoghi;
  • alte doppie “…” : servono per dialogo all’interno di citazioni;
  • alte singole ‘…’ : servono per sottolineare il significato di una parola.

Il trattino

Il trattino breve serve per: 

  • andare a capo;
  • separare due cifre (esempio: sei-sette);
  • mettere in relazione due sostantivi per giustapposizione, reciprocità o alternativa;
  • composti (esempio: italo-americano);
  • primo elemento di una coppia simile (esempio: micro- e macroreale).

TRATTINO LUNGO (LINEETTA)

La lineetta serve per introdurre un discorso diretto (in sostituzione delle virgolette), oppure per segnalare un inciso.

La barra obliqua

La barra obliqua è necessaria per:

  • separare elementi simili (esempio: tratti morfologici/sintattici);
  • separare versi di una canzone o di una poesia quando non si può andare a capo;
  • opposizioni (alto/basso).

Le parentesi

Abbiamo due tipi di parentesi base:

  • tonde: possono servire per un inciso, per l’indicazione di una fonte, per didascalie di testi teatrali e cinematografici e per rinvii ad articoli e commi di legge;
  • quadre: possono servire per segnalare un’omissione all’interno di una citazione, per commenti editoriali e all’interno di parentesi tonde.

L'asterisco

L’asterisco serve per segnalare l’omissione volontaria di un nome, oppure per indicare, nella linguistica descrittiva, una forma non accettabile.

Spazi bianchi

Gli spazi bianchi si utilizzano:

  • dopo ogni segno di punteggiatura;
  • prima e dopo la lineetta;
  • prima delle parentesi (ma non dentro);

L'apostrofo

L’apostrofo viene utilizzato per:

  • apocope postvocalica: quando cade la vocale finale di una parola (ed eventualmente anche la consonante che la precede... esempio: Lorenzo de’ Medici; sta’ al posto di stai);
  • apocope sillabica (esempio: da poco abbiamo po’);
  • aferesi numerica: avviene quando cadono le prime due cifre del numero (esempio: Anni ’80).

Ora che hai capito tutti i segreti su come usare la punteggiatura, mettiti alla prova con il nostro quiz!

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